* Master Counseling in Psicosomatica Energetica BioFisica*

 

 

Approccio Psicosomatico BioFisico

 

Con l'avvento della nuova fisica ci dobbiamo preparare a rimettere in discussione tutte le concezioni del mondo fin ora proposte dalla scienza riduzionista, meccanicista. E' arrivata finalmente ora di andare oltre l'apparenza e di concederci la possibilità di "guardare il vecchio in un modo nuovo"... Oltrepassando di gran lunga i limiti della logica lineare tradizionale, i dati empirici della scienza contemporanea ci rivelano le infinite possibilità che abbiamo per affrontare e risolvere le nostre difficoltà affinché il nostro stato di salute possa rivitalizzarsi e stabilizzarsi tra sano equilibrio e gioiosa armonia...

Abbiamo così creato questo corso teorico/pratico affinché tutti possano fare esperienza concreta del loro potere personale rispetto alla realtà interiore... e di prendere quindi consapevolezza di quanto il loro atteggiamento mentale e di azione possa modificare la realtà circostante segnando le sorti su un copione ben preciso, sistematico... E' un percorso di consapevolezza che restituisce la propria vita nelle proprie mani rafforzando così autonomia e senso di responsabilità rispetto a sè stessi e agli altri...

 

Cosa si apprende essenzialmente? 1) La coscienza crea la realtà 2) Il dominio della mente sulla materia 3) La materia è solo una forma condensata di energia: l’illusione della materia 4) I geni (DNA) non controllano la biologia, i geni non determinano il “destino”, ”è l’atteggiamento quotidiano che determina lo stato di salute” 5) I sintomi sono semplicemente frequenze energetiche “devianti”, “fuori dal coro”, sempre modificabili, senza alcun limite: lo stato di salute è sempre a portata di mano 6) Come emozioni, sentimenti e pensieri creano credenze radicate e stati di coscienza rigidi e disfunzionali 7) “Il contrario di una verità è un’altra verità”: la percezione e i vari livelli di realtà – “è la realtà percepita che crea l’atteggiamento così come l’atteggiamento crea lo stato di salute”. 8) Corpo e mente si esprimono all’unisono: coscienza globale e PNEI - Psico Neuro Endocrino Immunologia 9) Il cervello quantico 10) Organi, sistemi e apparati come simbolo; riconoscere i messaggi che ci invia il corpo tramite i sintomi 11) Desiderio >>> scelta >>> intento >>> cambiamento. Strumenti tecnici per creare il cambiamento (strategie di cambiamento sia che partono dalla mente (1) Psicologia sistemica strategica e simbolica;  (2) Tecniche bioenergetiche psicocorporee, training autogeno, tecniche immaginative,  yoga e respirazione consapevole).

OBIETTIVI: 1) Creare esperienze emozionali correttive, ristrutturando quindi il vecchio “programma” (copione) comportamentale; 2) Attivare il processo di Individuazione creando consapevolezza e autonomia; 3) Sfruttare abilità e risorse insite in ogni essere vivente per acquisire potere personale sulla propria realtà; 4) Cambiamento dello stato di coscienza nonché della realtà percepita. “Cambiare significa innanzitutto “vedere” le cose con “nuovi occhi”.

 

Modalità didattiche, Costi e Richiesta Iscrizione

Formazione in presenza di gruppo: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi – ogni incontro si svolge dalle 10 e 30 alle ore 17

Formazione in presenza individuale e personalizzata: un incontro intensivo al mese per la durata complessiva di dieci mesi. Le date degli incontri saranno organizzate mese per mese in base alle necessità ed esigenze del candidato.

Formazione con modalità a distanza FaD: la metodologia FaD la stessa applicata dalle maggiori università italiane: ogni mese, per dieci mesi, verrà spedito del materiale didattico da studiare con un questionario di valutazione (10 domande aperte) da compilare e rinviare datato e sottoscritto. Nb: E' possibile Iscriversi in ogni momento dell'anno scegliendo la formazione a distanza FaD o in presenza individuale.

Nb: oltre ai dieci incontri a cadenza mensile previsti per la formazione in gruppo e/o individuale, è possibile richiedere ulteriori dieci incontri per eseguire un percorso evolutivo personale maggiormente approfondito e senza nessun costo aggiuntivo.

Costo: il costo complessivo - comprensivo di  materiale didattico (libri, dispense, dvd); 10 incontri in gruppo e/o individuali più eventuali 10 incontri su richiesta per percorso evolutivo approfondito; diploma di master su pergamena – è di 1800 €uro suddiviso in dieci comode rate mensili da 180 €uro pagabili entro e non oltre la fine del corso. Nb: per chi decide di pagare in un unica soluzione prevediamo 100 euro di sconto.

Titolo rilasciato: raggiunti gli obiettivi didattici, il Comitato Accademico CeEPsib rilascerà il Diploma di Master Counseling in Psicosomatica Energetica BioFisica.

 

Sede di svolgimento: la sede per i corsi con modalità in presenza è il CeEPsib di NAPOLI

 

Richiesta Iscrizione: per richiedere l’adesione al corso scelto basta semplicemente compilare su word il modulo di preiscrizione scaricabile da questo sito e rinviarlo via email – info@ceepsib.org – insieme al curriculum vitae… Sarete tempestivamente contattati per eventuali chiarimenti e conferma adesione, nonché completamento dell’iscrizione se si sceglie in tal senso.

 

Prerequisiti di accesso: i prerequisiti per accedere a tutti i nostri corsi sono innanzitutto passione, interesse e motivazione per la materia scelta.

Destinato a: Psicologi, Medici, Psicanalisti (con formazione classica tramite percorso personale), Educatori, Sociologi, Operatori del volontariato e del terzo settore, Formatori, Assistenti Sociali, Operatori Socio Sanitari, Insegnanti di ogni ordine e grado, Fisioterapisti, Massoterapisti, Consulenti, Mediatori, Naturopati, Coach, Personal Trainer, e chi (pervio valutazione curriculum), appassionato e cultore della materia, desidera approfondire le svariate tematiche da noi proposte; e tutti coloro i quali intendano migliorare le proprie competenze tecniche, comunicative e relazionali nell’ambito delle situazioni di aiuto e di consulenza. Nb: oltre alla formazione accademica, teniamo particolarmente in considerazione l’esperienza di vita sul campo.

Programma

Programma Master Counseling in Psicosomatica Energetica bioFisica 1 Modulo: I Principi della Psicosomatica e la Visione Energetica bioFisica 2 Modulo: PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, Il collegamento tra Sistemi e Apparati, Emozioni e Salute 3 Modulo: Alimentazione e Salute, Fisica Quantistica e Guarigione 4 Modulo: Tecniche Orientali ed Occidentali per lo Sviluppo delle Potenzialità Mentali 5 Modulo: Mistica e Psicologia, Guarire oltre la Coscienza 6 Modulo: Alchimia Interiore, Principi e Modelli di Autocoscienza e di Crescita Personale 7 Modulo: Linguaggio Simbolico di Organi e Malattie – Learning by Doing  8 Modulo: Tecniche Psicocorporee per il Benessere Psicosomatico – Learning by Doing 9 Modulo: Bioetica e Scienza del cambiamento - Psicosomatica e Deontologia Professionale 10 Modulo: Teoria e Tecnica del colloquio in Psicosomatica - Learning by Doing 11 Modulo: Il Setting; Fasi del processo di intervento: L’analisi della domanda, la definizione degli obiettivi, il contratto e l’alleanza operativa sul compito, la conclusione e verifica degli obiettivi raggiunti, il follow-up. 12 Modulo: Tecniche di intervento: La narrazione, il metodo autobiografico, il modello strategico, l’uso della metafora e degli aforismi, i sogni, self-empowerment, self help - Learning by Doing 13 Modulo: Psicologia dell’Apprendimento e dei Processi Cognitivi  14 Modulo: Logica e Psicologia del Ragionamento, psicologia e psicopatologia generale.

 

Obiettivi Formativi

• Sviluppare competenze ed abilità relative alla consulenza e guida psicologica individuale di coppia e di gruppo;
• Consolidare e perfezionare le conoscenze fondamentali sulla persona umana e, quindi, favorire l’apertura del sistema persona alla novità, attraverso la relazione di dialogo e di educazione con il consulente;
• Apprendere protocolli di intervento specifici rispetto alle svariate problematiche presentate dai clienti;
• Promuovere lo sviluppo e la realizzazione del potenziale prezioso che è insito nell’unicità umana;
• Realizzare un’adeguata sensibilizzazione all’accoglienza della sofferenza che è segnale, occasione ed opportunità di rinnovamento e di rinascita per l’essere umano in evoluzione;
• L’insegnamento di metodologie abilitative e riabilitative nell’ambito della marginalità psico-sociale.

 

Sbocchi Lavorativi

Se consideriamo il counselor come "il professionista che favorisce lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo" possiamo dire che è possibile operare il counseling in qualunque contesto.
Avremo dunque:
• counseling individuale, di coppia, familiare, di gruppo
• counseling scolastico
• counseling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate)
• counseling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali)
• counseling per persone in stato avanzato di malattia (AIDS, cancro, etc.)
E' quindi possibile operare in diversi ambiti:
• comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.);
• lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.);
• socio-sanitario (artistico, filosofico, esistenziale, sociale, sportivo, etc.);
• libero professionista.

E' possibile quindi inserirsi nelle strutture e organizzazioni che richiedono competenze specifiche riguardanti l’area della consulenza nelle relazioni di aiuto psicologico nell’individuo e nel gruppo, nei settori educativo e socio-sanitario.
• nel settore delle professioni che richiedono competenze per interventi in cui è richiesta una formazione integrale dell’uomo che sia comprensiva delle conoscenze scientifiche, delle scienze umanistiche
• nelle organizzazioni in cui è utile riconoscere ed interpretare correttamente le diverse forme di disagio, dall’infanzia all’età senile;
• nelle strutture dove risulta di primaria importanza trasformare i problemi pedagogici e didattico-metodologici, in ipotesi di intervento scientificamente fondate;
• in tutte le realtà nelle quali è richiesta la capacità di analizzare i modelli familiari, al fine di comprendere le aspettative reciproche e le dinamiche che caratterizzano la relazione genitori-figli.

Il counseling si configura dunque come un intervento di tipo socio-psico-pedagogico, e non solo psicologico.

 

 

Approfondimenti

 

Oggi siamo al punto di una grande rivoluzione scientifica in cui si paragonano le nuove scoperte scientifiche alla rivoluzione copernicana. Copernico, nella seconda metà del 1500, rivoluzionò di 180o la visione scientifica della realtà generale, passando dalla conoscenza della rotazione della terra intorno al sole piuttosto che del sole intorno alla terra. Questa visione cambiò radicalmente tutti i concetti di scienza e di conoscenze umane rovesciando tutto ciò che era prima di questa conoscenza.

 

Fin dai primi anni del novecento c’è stata una seconda rivoluzione copernicana ed è stata la nascita della meccanica quantistica nel campo della fisica. Proprio dalla più rigorosa forma di conoscenza scientifica si è arrivati alla nuova rivoluzione. Fino ad alcuni anni fa gli scienziati distinguevano il soggetto dall’oggetto dell’osservazione. Gli scienziati della fisica quantistica hanno rivoluzionato tale visione meccanicistica e hanno ruotato l’approccio scientifico affermando che il soggetto non può essere separato dall’oggetto, l’osservatore dall’osservazione. Tutto è inestricabilmente interconnesso tanto che gli scienziati  quantistici affermano che l’ambiente condiziona il soggetto così come il soggetto condiziona l’ambiente.

 

Ancora una volta un approccio scientifico ha compiuto la seconda rivoluzione copernicana. I risultati delle scoperte della fisica quantistica sono sotto gli occhi di tutti, computer, laser, fotografie digitali e tutto ciò che oggi è definito “digitale”. Le innovazioni sono impressionanti sia per la velocità delle scoperte che per le possibilità, fino a poco tempo fa inimmaginabili. Ed è tutto da riportare al funzionamento del cervello, perfetto computer quantistico e non una specie complessa di computer lineare (quello su ogni tavolo da lavoro). Le neuroscienze hanno una relazione privilegiata con la meccanica quantistica.

 

Le neuroscienze si occupano dello studio del cervello e delle sue risorse straordinarie. La psicologia si occupa di come utilizzare al meglio con una modalità fruibile le potenzialità umane. Da qui è nata la psicologia quantistica, che racchiude la realtà di ben quattro scienze fondamentali: la fisica quantistica, le neuroscienze, la biologia e la psicologia.

 

La fisica contemporanea rivela una fondamentale unità dell’universo: mostra che non possiamo scomporre il mondo in unità minime dotate di esistenza indipendente; non esiste nessun “mattone fondamentale” isolato, ma ci appare piuttosto come una complessa rete di relazioni tra le varie parti del tutto che includono sempre l’osservatore come elemento essenziale.

 

Nella fisica contemporanea, l’universo appare quindi come un tutto dinamico, inseparabile, che comprende sempre l’osservatore in modo essenziale. Nell’esperienza che se ne può avere i concetti tradizionali di spazio e tempo, di oggetti isolati e di causa ed effetto, perdono il loro significato. Tale esperienza è molto simile a quella dei mistici orientali. La somiglianza diventa evidente nella teoria della relatività e nella teoria quantistica, e si fa ancora più forte nei modelli “quantico-relativistici” della fisica subatomica, ottenuti combinando entrambe queste teorie, nei quali si producono le corrispondenze più sorprendenti con il misticismo orientale.

 

Le domande che i fisici contemporanei si pongono nascono dai risultati di un esperimento. Se si cerca di far passare una particella-onda attraverso la fessura di uno schermo, questa inevitabilmente la attraverserà sotto forma di corpuscolo. Se le fessure sono due, la particella, nonostante sia ancora orientata verso la prima fessura, passerà attraverso tutti i e due i fori sotto forma di onda. Il fotone o l’elettrone, in altre parole, assumono un atteggiamento intelligente in rapporto alle condizioni poste dallo sperimentatore. Attraverso diversi esperimenti si giunge alla conclusione che la particella non solo conosce se entrambi i fori sono aperti, ma anche se noi la osserviamo e quindi è in grado di adeguare di conseguenza il suo comportamento.

 

“Agisci sempre in modo da aumentare il numero delle scelte”

H. von Foerster

 

La maggioranza delle persone tende, invece, a limitare il numero delle opzioni possibili perché ciò sembra dare maggior sicurezza, ma, in realtà, questo li conduce a irrigidirsi e aumenta le possibilità di fallire.

 

Ogni era, ogni generazione ha incorporate  delle supposizioni… che il mondo è piano o che il mondo è rotondo… ci sono infinite supposizioni occulte... cose che diamo per scontato ma che possono essere certe oppure no. Storicamente, nella gran parte dei casi, queste cose non sono certe, cosicché, probabilmente, molto di ciò che diamo per scontato del mondo, semplicemente non è verità o è parzialmente vero. Rimane il fatto che siamo prigionieri di tali precetti senza nemmeno saperlo. Questo è un paradigma.

 

Perché ricreiamo continuamente la stessa realtà? Perché continuiamo ad avere le stesse relazioni? Perché otteniamo gli stessi lavori? In questo infinito mare di possibilità che è alla nostra portata com’è possibile che continuiamo a ricreare la stessa realtà? Non è incredibile che vi sia abbondanza di opzioni e possibilità e che non si sia consapevoli di ciò? E’ possibile essere condizionati a tal punto da pensare di non avere alcun controllo sulla propria realtà? Siamo condizionati a tal punto da credere che il mondo esterno sia più reale del mondo interno?

 

Questo tipo di scienza afferma esattamente il contrario. Dice che quello che accade dentro di noi creerà quello che accade fuori di noi.

 

I filosofi del passato dicevano: “Se calcio una pietra e mi ferisco un dito, ciò è reale. E’ concreto. E pertanto è realtà!”. Però questa è solo un esperienza. L’esperienza di una singola persona su ciò che è reale. Alcuni esperimenti scientifici dimostrano che se prendiamo un soggetto e colleghiamo il suo cervello ad una macchina tomografica e gli chiediamo di guardare un determinato oggetto, osserviamo che certe zone del cervello si illuminano. Viceversa, se si chiede al soggetto di chiudere gli occhi e di immaginare lo stesso oggetto, non appena focalizzato, osserviamo le stesse zone illuminarsi nuovamente come se lo stesse guardando realmente.

Gli scienziati si domandano: “Chi vede concretamente? Il cervello o gli occhi? E che cos’è la realtà? E’ reale ciò che stiamo vedendo con il nostro cervello? O è reale ciò che stiamo vedendo con i nostri occhi?

La verità è che il cervello non riconosce la differenza tra quello che vede nell’ambiente e quello che ricorda perché in entrambi i casi si attivano le stesse reti neurali.

 

Alla formula la domanda: “Cosa è la realtà?” Siamo bombardati da quantità enormi di informazioni che entrano nel nostro corpo e che processiamo continuamente. Entrano nei nostri organi sensoriali, vengono elaborate, e in parte anche eliminate… Infine ciò che emerge allo stato cosciente è soltanto ciò che è indispensabile.

 

Il cervello processa circa quattrocento miliardi di informazioni al secondo ma siamo coscienti solo di duemila di esse. Quest’ultime si relazionano all’ambiente, al nostro corpo e al tempo. Viviamo in un mondo in cui ciò che vediamo è soltanto la punta di un iceberg… Se il cervello sta processando quattrocento miliardi di informazioni e siamo consapevoli solo di duemila di esse significa che la realtà accade nel cervello tutto il tempo. Se questa informazione ci sconvolge, senza dubbio, non l’abbiamo ancora assimilata.

 

“Tutti i più grandi avvenimenti avvengono nella nostra mente”

O.Wilde

 

Gli occhi sono come lenti, però l’organo che realmente sta vedendo è parte posteriore del cervello. Si chiama corteccia visuale. E’ come una telecamera e il suo nastro. Sappiamo che il cervello possiede l’abilità della visione. Per esempio… la videocamera vede molte cose oltre al soggetto ripreso perché non pone alcuna obiezione e alcun giudizio su ciò che vede. Nel cervello invece capita che i nostri occhi, le nostre “camere”, vedano più di quello che il nostro cervello è in grado di proiettare coscientemente. Per come funziona il nostro cervello vediamo solo ciò che crediamo possibile. Processiamo e combiniamo schemi che già risiedono dentro noi stessi.

 

A tal proposito vale la pena ricordare l’affascinante storia degli indios americani… che all’avvicinarsi delle navi di Cristoforo Colombo non riuscivano a vederle… perché erano talmente diverse da tutto ciò che già conoscevano… Quando l’armata di Colombo sbarcò nelle isole dei Carabi nessuno dei nativi potè vedere le navi anche se presenti all’orizzonte. Il motivo fu perché non avevano nessuna conoscenza nel cervello, nessuna esperienza del fatto che esistessero le caravelle. Così lo sciamano inizia a notare che nell’oceano ci sono strane onde, ma non vede alcuna nave… inizia a domandarsi cosa sta causando quell’effetto e si avvicina ripetutamente alla costa guardando e riguardando. Solo dopo un certo periodo di tempo riesce a vedere le navi. E dopo averle viste, avvisa gli altri della loro presenza. Solo allora confidando e credendo in lui, riescono a vederle.

 

Noi creiamo la realtà. Siamo macchine che producono realtà. Noi creiamo di continuo gli effetti della realtà. Percepiamo qualcosa solo dopo che viene riflessa dallo specchio della memoria. Siamo sempre noi osservatori della nostra realtà, siamo sempre limitati da ciò che il cervello umano ci permette di vedere e percepire. Pertanto è possibile pensare che tutto sia una grande illusione e che non ci sia davvero la possibilità di vedere esteriormente a noi.

 

Il cervello non sa la differenza tra ciò che succede “là fuori” e ciò che succede “qui dentro”. Non esiste un “là fuori” indipendente da ciò che succede “qui dentro”.

                                                                                                           

Di fatto l’universo è praticamente vuoto. Ci piace pensare allo spazio come vuoto e alla materia come solida. In realtà anche nella materia non c’è assolutamente nulla, è completamente insostanziale. Guardiamo un atomo, lo consideriamo come una specie di pallina. In realtà è un piccolo punto di materia, denso solamente al centro attorno al quale ruota una specie di nube confusa di elettroni che appaiono e scompaiono di continuo. E così anche il nucleo che consideriamo denso, appare e scompare dall’esistenza tanto rapidamente quanto gli elettroni. Pertanto ciò che si può dire sulla non sostanzialità della materia è che è tale ad un pensiero, è come un bit di informazione molto concentrato.

Le cose non sono costituite da altre cose ma dalle idee, dai concetti, dalle informazioni.

 

“Realtà inventate che producono effetti concreti”

G. Nardone

 

Tutti abbiamo l’abitudine a pensare che il nostro ambiente è una cosa già esistente a prescindere da noi. Dobbiamo superare questo pensiero. Dobbiamo riconoscere che tutto ciò che ci circonda, le sedie, i tavoli, le stanze, i tappeti, non sono null’altro che i possibili movimenti dello stato cosciente, scelti momento per momento per attuare la materializzazione della nostra esperienza. Questo è l’unico pensiero reale che bisogna avere. Però è tanto radicale, è tanto difficile perché la nostra tendenza di pensiero è che il mondo sia già così indipendentemente dalla nostra esperienza ma non è così… Lo stesso Heisemberg disse che gli atomi non sono cose ma solo tendenze.

Invece di pensare alle cose, è necessario pensare alle possibilità.

Tutte sono possibili per la coscienza.

 

Anche se ci nascondiamo da essa e facciamo le vittime…

tutti modifichiamo la realtà!

 

Molta gente non modifica la realtà in modo consistente, sostanziale perché pensa di non poterlo fare. “Scrive” un intenzione e la cancella subito, perché pensa che sia una sciocchezza. Dice che non può attuarla. La scrive e la cancella nuovamente ottenendo così un effetto insignificante. Se accettiamo l’idea che riusciremo a camminare sull’acqua, ciò avverrà! Il pensiero positivo è meraviglioso! Solo che spesso non funziona perché è coperto sotto una massa di pensiero negativo… quindi spesso il pensiero positivo consiste solo come contrasto al pensiero negativo.

 

Quando pensiamo alle cose, rendiamo la realtà più concreta di ciò che è, la congeliamo e blocchiamo in essa anche noi stessi. Se la realtà fosse concreta, ovviamente, saremmo insignificanti. Non potremmo cambiarla. Ma se la realtà è una delle mie possibilità, immediatamente si pone la domanda su come si possa cambiarla. Con il vecchio pensiero non si può cambiare nulla (dobbiamo amplificare noi stessi) perché non si ha alcun ruolo: la realtà è già così e gli oggetti materiali si muovono secondo le leggi deterministiche che regolano il loro comportamento. E noi che sperimentiamo non abbiamo alcun ruolo.

 

Nella nuova prospettiva, la matematica e la fisica ci possono dare qualcos’altro: il numero delle possibili realtà da sperimentare con la coscienza ma non l’esperienza propriamente detta. Si tratta di scegliere la propria esperienza e creare la propria realtà. Può suonare come una stravagante affermazione ma in realtà lo afferma la fisica quantistica.

 

Il cervello archivia e ricostituisce i concetti secondo la legge della memoria associativa. E ciò significa che ogni idea, pensiero o sentimento immagazzinato nelle reti neurali ha una possibile relazione con qualsiasi altro. per esempio, il concetto e il sentimento dell’amore, immagazzinati nella rete neurale vengono ricostituiti partendo da molti differenti idee. Alcuni associano all’amore la delusione e quando pensano all’amore sperimentano il ricordo del dolore, la pena, il dispiacere o l’ira. L’ira può legarsi alla ferita provocata da una persona e, di riflesso, al concetto di amore.

 

Noi organizziamo continuamente modelli del mondo esterno a noi e più informazioni aggiungiamo, più raffiniamo tali modelli. In buona sostanza  raccontiamo a noi stessi delle storie su ciò che riteniamo essere il mondo esterno. Qualsiasi informazione processiamo, qualsiasi informazione assorbiamo dall’ambiente è sempre interpretata in base alle esperienze che abbiamo avuto e alle emozioni che abbiamo provato.

 

Chi guida quando controlliamo o rispondiamo alle emozioni? Fisiologicamente, le cellule nervose si connettono scaricando tra loro. E se si pratica ripetutamente uno stesso pensiero, le cellule nervose creano tra loro delle solide relazioni a lungo termine. Se ti lamenti quotidianamente, se soffri quotidianamente dai corpo alla vittimizzazione della tua vita. I pensieri fissi stabiliscono solide relazioni tra cellule nervose e danno corpo a ciò che viene chiamata “identità della persona”. Se interrompiamo consapevolmente certi pensieri consentiamo alle cellule nervose di interrompere le relazioni precedentemente instaurate ed ovviare alla conseguente risposta chimica nel corpo.

Più rigorosamente lo faremo, più rapida e definitiva sarà la disconnessione.

 

Se proviamo a interrompere dei processi di pensiero e non badiamo agli stimoli esterni ma agli effetti che tale pratica produce, potremo essere consapevoli che l’ambiente si adeguerà automaticamente alla nuova realtà.

 

La maggior parte di noi nella propria vita ha subito delle sconfitte e nell’età matura si rinchiude in un luogo emozionalmente separato, come se oggi fosse sempre ieri. Sia i luoghi separati formatosi nel tempo che quelli sovraemozionali non consentono alla persona di operare come una entità integrata.

 

Che cosa è la realtà? Che cosa ne sappiamo? Per esempio, come puoi affermare di essere innamorato di una specifica persona?

 

Sei soltanto innamorato dell’anticipazione delle emozioni che vengono indotte. La settimana dopo la stessa persona potrebbe non piacerti. Il paesaggio della nostra prospettiva emozionale può cambiare in ogni momento!

 

Le emozioni non sono negative. Sono la vita. colorano le esperienze che facciamo. Il vero problema è la nostra “eccitazione”. La maggior parte della gente non si rende conto d’essere totalmente drogata dalle emozioni. Non è solo un fattore psicologico ma anche biochimico. L’eroina usa lo stesso meccanismo dei recettori cellulari. Allora è facile comprendere come si possa essere assuefatti dall’eroina e a una qualunque altra emozione. Il comando che viene avviato è strumentale all’ottenimento di un certo stato emozionale.

 

Ciò significa che non siamo in grado di dirigere il nostro sguardo senza avere uno stato emozionale orientato ad esso.

 

E’ ora di correggere la traiettoria della nostra avventura. E questa correzione è il movimento ad un nuovo paradigma, un’espansione del vecchio, così come l’universo è molto più grande del modello interiore che abbiamo di esso. E’ sempre più grande di ciò che crediamo sia.

 

Nessuno è mai venuto a darti sufficiente conoscenza sulla meraviglia del tuo essere. Fuori diventi come sei dentro. Perché siete assuefatti? Perché nessuno vi ha mostrato che esiste di meglio. Non hai creato nulla di meglio perché nessuno te l’ha insegnato.

 

Quando dico che possiamo sparire non mi riferisco ad una sparizione fisica ma al fatto che possiamo uscire dalla zona del cervello dove risiede la nostra personalità, la nostra associazione con le persone, la nostra associazione con i luoghi, con le cose, i tempi e gli eventi. Noi non esistiamo nei centri associativi del nostro cervello che riaffermano continuamente la nostra identità e la nostra personalità. La maggior parte delle persone considera la propria vita noiosa e priva di ispirazione ed è così perché nessuno li ha mai informati che esiste un’alternativa. Sono ipnotizzati dal loro ambiente, dalla stampa, dalla televisione, dalle persone di successo, idealizzate al punto tale da tentare di raggiungerle di aspetto fisico, bellezza e valore…

 

Nelle disgrazie è meglio conservare

il più possibile la calma,

e non ribellarsi subito,

perché non è chiaro che cosa ci sia

di bene e di male in simili avvenimenti.

Platone